Ritiri

Alcuni dei ritiri di meditazione che abbiamo fatto e che facciamo 

 

La Guida interna

Esiste, nella profondità di ogni essere umano, uno spazio insondabile dove respirano addormentati “riferimenti” intimi e potenti in attesa del loro risveglio. Questi “riferimenti” o “Guide Interne” sono in grado non solo di emozionarci profondamente, ma anche di tirare fuori il meglio di noi stessi e spalancare il futuro illuminando la nostra vita e quella di chi ci accompagna. Da quello sconfinato silenzio pare che possa emergere una forza tremenda, una grande pace, allegria, bontà e saggezza.  Da lì sorgono le grandi ispirazioni della vita e i grandi slanci dell’esistenza umana.

Indipendentemente dalla cultura, ateismo, religiosità, dall’epoca in cui si viveva o dalle convinzioni individuali, ci sono sempre stati bambini che giocavano o parlavano con i loro compagni immaginari e le loro guide; ci sono state persone di tutte le età che si mettevano in contatto con esse appellandosi alla parte più intima di sé stessi oppure attraverso preghiere sincere e devote.

È stato detto che quanto più forti siano state le invocazioni, da tanto più lontano queste “Guide” siano accorse, portando con sé il miglior consiglio. Si è detto anche che le Guide più profonde siano le più potenti, ma che solamente una grande necessità sia in grado di risvegliarle dal loro letargo di millenni.

Ci prenderemo (ci siamo presi) poco più di 2 giorni per avvicinarci a queste dimensioni, tentare di esplorare il centro di noi stessi e prendere contatto con la parte più profonda di noi.

 

Paesaggio di formazione

“Non importa da che parte ti abbiano messo gli avvenimenti, ciò che importa è che tu comprenda che non hai scelto nessuna parte”.  Silo – Lo sguardo Interno (principio di negazione degli opposti)

Questa volta proveremo, senza grandi pretese, a fare un po’ di autoconoscenza. Il ritiro che stiamo proponendo consiste in una spregiudicata meditazione sulla propria vita. La faremo insieme con leggerezza, sincerità e buon umore.  Cercheremo di ricostruire il paesaggio sociale nel quale ci siamo formati: le convenzioni, i costumi, le mode, gli eroi di quell’epoca, le gerarchie e i ruoli stabiliti, i valori, cosa era ben visto e cosa disapprovato, etc. Cercheremo di farlo senza giudicare. Quindi proveremo a recuperare la sensibilità di quell’epoca, osservando se e in che modo oggi agisca attraverso di noi sotto forma di comportamento. Infine tenteremo di arrangiare pochi e semplici rudimenti utili per immaginare e pianificare un futuro desiderato.

È stato detto che non ci si può liberare se non si conoscono le proprie catene e che non ci si può riconciliare veramente se dentro noi stessi non esiste l’opzione interna di farlo o di non farlo. Vorremmo poter creare le condizioni per scegliere tra un futuro meccanico, deciso dal nostro condizionamento, e un futuro intenzionale e profondamente “voluto”.

Abbiamo sempre ribadito che la nostra non vuole essere una forma addomesticata di spiritualità e che una vera spiritualità porta a una trasformazione del mondo (sia esso il nostro mondo interno che quello che ci circonda). Con questo ritiro rinnoviamo questo fuoco sacro di ribellione e di disobbedienza, coltivando dentro noi stessi un sano spirito di irriverenza nei confronti dello stabilito, della rassegnazione e delle difficoltà. Questa volta proveremo a farlo con la luce dell’osservazione e della comprensione.



Esperienze guidate

Questo ritiro, spesso realizzato nel cuore dell’inverno, sarà dedicato alle Meditazioni Dinamiche o “Esperienze Guidate”: ci collocheremo in questa terra di mezzo, a metà tra il sogno e la veglia. Un mondo suggestivo, allusivo e fortemente allegorico. Lo stesso mondo dove hanno origine i miti e le fiabe e che cercheremo di vivere in prima persona. Ci inoltreremo in questi racconti, nella loro scenografia mentale e nella loro atmosfera emotiva. Incontreremo luoghi insoliti e strani personaggi: giocolieri, nani, giganti, vecchie e bambini, spettri, persone ospitali e altre ostili … gatti azzurri, antichi edifici, cunicoli, altipiani e abissi … transiteremo per deserti, caverne, montagne e mari … consulteremo saggi e maghi nel tentativo di versare un raggio di luce sulla nostra vita, poterci riconciliare con noi stessi e con certe situazioni, poter comprendere e conoscere il nostro mondo interno, chiarire la direzione della nostra vita, giocare con l’immaginazione e i punti di vista e, in definitiva, recuperare un po’ di volo, di magia, di bellezza e di poesia. 

Attraverso queste esperienze guidate tenteremo di acquisire un po’ di dimestichezza tale da poter poi proseguirne l’approfondimento sia individualmente che, se si vuole, in gruppo.

 

L'attenzione

Dedicheremo queste giornate a riconoscere e familiarizzare con i diversi tipi di “attenzione”: attenzione semplice, attenzione divisa, attenzione diretta, coscienza di sé. Faremo giochi, esercizi, studi, meditazioni e discussioni.

Una buona disposizione per l'apprendimento, una buona memoria, un aumento della permanenza nei propositi e, in generale, l'aumento delle capacità di cambiamento, dipendono dall'”attenzione”. Consideriamo l’attenzione come la “radice” di ogni cambiamento cosciente. Per questo incoraggiamo non solamente determinate “pratiche” o “esercizi”, ma un atteggiamento lucido e spregiudicato di fronte alla vita. L’attenzione ci permette di sviluppare capacità critiche e autocritiche, scoprire ed imparare cose di noi stessi e del mondo che ci circonda. Ci abilita ad importanti esperienze di ampliamento della coscienza umana, ad una maggiore libertà interna, una maggiore capacità di riflessione e di “risposta”. 

Cercheremo di affrontare questi lavori in modo soave, piacevole e disteso attraverso un’atmosfera di amicizia, sincerità e buon umore.



La Ginnastica Psicofisica

Si tratta di un insieme di tecniche e pratiche che tendono a migliorare il controllo di noi stessi nella vita quotidiana e a ristabilire l’equilibrio tra mente e corpo.

Non una vera ginnastica quindi, ma una serie di esercizi per scoprire quali sono le attività - fisiche e mentali – con cui abbiamo più facilità e quelle invece che abbiamo sviluppato meno e in cui, qualora ci interessasse, possiamo allenare per migliorare.

Ci avventureremo nel mondo dei nostri “centri” (vegetativo, motorio, emotivo e intellettuale), indagheremo i nostri riflessi, le nostre passioni, la nostra intuizione, la nostra immaginazione e così via. Conosceremo molto del modo in cui ognuno di noi funziona, dei nostri punti deboli e di quelli di forza. Scopriremo in base a questo alcuni “trucchi” pratici da usare nella vita quotidiana e diversi modi per sentirci più “armonici”.

Il tutto con la solita atmosfera leggera di sempre, appoggiandoci sul positivo, giocando molto. È un ritiro molto dinamico, allegro e adatto ad una stagione ancora bella.

 

La Esperienze di Cambiamento

Tema: le Esperienze interne profonde, legate al Senso della vita, capaci di innescare cambiamenti in noi.

“Le esperienze, soprattutto quelle che ci interessano tanto, sono le esperienze di cambiamento. Sono molto diverse dalle esperienze quotidiane, perché sono quelle che cambiano la gente. Quando qualcuno si innamora per la prima volta, si incendia la sua corteccia ed è come se camminasse sulle nuvole, si sente morbido mentre cammina… è un'altra esperienza: un’altra esperienza dello spazio in cui vive, un'altra esperienza della relazione tra le persone. Le esperienze del sogno sono più quotidiane, si sognano cose straordinarie, cose che non si vedono nella vita di tutti i giorni. A volte, quando ci si sveglia, l'influenza del sogno continua ancora, e risulta molto attraente e molto profondo quello che è successo nei sogni. Ma si comprende che quei sogni – che non sono ciò che succede nella vita quotidiana – lavorano in un altro spazio mentale, in un altro luogo della mente, non nel luogo della mente in cui lavora la rappresentazione quotidiana. Ma esiste allora in ognuno di noi la capacità di collocarsi in altri luoghi, di prendere altre profondità. Le nostre esperienze si trasmettono per produrre cambiamenti nelle profondità della mente umana. Il Messaggio va a toccare lì.” (da un'intervista di Silo)